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La pianta

Le pagine a seguire seguono la successione espositiva del Museo, in ordine di piani, evidenziando i diversi nuclei di cui fanno parte le opere esposte.

Per ogni piano, introduzioni sintetiche segnalano i tratti essenziali delle raccolte, il percorso di visita, gli oggetti e i dipinti ‘imperdibili’, con l’indicazione del numero di sala, per consentire al visitatore di rintracciare velocemente i capolavori di un Museo tra i più prestigiosi d’Europa.

Piano terra / piano ammezzato

Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo di Capodimonte può vantare circa duemilacinquecento fogli e venticinquemila stampe straordinari, dal nucleo farnesiano – con i cartoni di Michelangelo per la Cappella Paolina e di Raffaello per la stanza di Eliodoro in Vaticano – ai disegni, acquistati in seguito, di autori emiliani, dai Carracci a Lanfranco e Reni; fiorentini, Andrea del Sarto e Pontormo; genovesi, veneti, Tintoretto e Palma il giovane; romani e napoletani. Completano la raccolta i capolavori della collezione Firmian, acquisita dai Borbone nel 1782, ricca di oltre ventimila stampe: Durer, Stefano della Bella, Giovan Battista Castiglione, Rembrandt; e i disegni e gli acquerelli di Giacinto Gigante e di altri esponenti della Scuola di Posillipo, donati al Museo nel 1970.
A completare il recupero sistematico e la valorizzazione integrata dell’intero complesso, insieme all’allestimento dei nuovi spazi espositivi prospicienti la zona dell’Auditorium, sono attualmente in via di conclusione interventi di grande respiro nell’area interrata: una soluzione organica, polifunzionale, per le grandi mostre temporanee, nel cuore delle fondamenta monumentali della Reggia.

Primo piano

Dipinti celeberrimi e arredi preziosi, i capolavori delle scuole pittoriche italiane e fiamminga della collezione Farnese, la raccolta singolare del cardinale Stefano Borgia, i saloni sontuosi dell’appartamento storico, con l’armeria, la galleria delle porcellane. Il percorso si apre con la sala dedicata ai protagonisti della famiglia Farnese (sala 2), ritratti da Tiziano, e prosegue con una scansione cronologica e per centri culturali. Da non perdere: Masaccio (sala 3), Botticelli (sala 6), Bellini (sala 8), Tiziano, El Greco (sala 11), Correggio, Parmigianino (sala 12), Brueghel (sala 17), Annibale Carracci (sale 19-20). Nella sala 4 sono esposti i disegni monumentali di Michelangelo e Raffaello, modelli rispettivamente per la Cappella Paolina e la volta della Stanza di Eliodoro in Vaticano; dalla sala 6 si accede alla collezione Borgia (sala 7); alle spalle della sala 12, la galleria delle cose rare (sale 13-14) propone curiosità e capolavori quali il Cofanetto Farnese (sala 14). L’appartamento reale (si segnala l’alcova di Francesco I e Isabella di Spagna, sala 23, e il salottino di porcellana, sala 52) consente di rivivere le atmosfere della Corte napoletana dal Settecento all’Unità.

Secondo piano

Un itinerario articolato attraverso la civiltà figurativa napoletana, dal Duecento alla fine del Settecento, con capolavori assoluti di Simone Martini (San Ludovico da Tolosa, sala 66), Colantonio (sala 67), Caravaggio (Flagellazione, sala 78), Ribera (San Girolamo e l’angelo del giudizio, sala 90, Sileno ebbro, sala 91, Apollo e Marsia, sala 101), Luca Giordano (Apollo e Marsia, sala 101), Francesco Solimena (Ritratto del principe Spinelli, sala 104), Gaspare Traversi (Intrattenimento musicale, sala 106). Nella sala 62, all’inizio del percorso, gli arazzi imponenti della collezione d’Avalos celebrano la vittoria di Ferrante d’Avalos sull’esercito francese nel 1525. Dalla sala 79 si raggiungono i primi ambienti dedicati all’arte contemporanea, con Senza titolo di Kounellis e Grande Cretto Nero di Burri, che proseguono al terzo piano (altri accessi sono le scale nelle sale 92 e 102). Le sale 81 e 83-84 sono dedicate alle collezioni grafiche (vedi sezione disegni e stampe alle pagine 92-94), esposti a rotazione per motivi conservativi.

Terzo piano

Negli ambienti ricavati nel sottotetto della Reggia sono ospitate le raccolte dell’Ottocento, la galleria fotografica e la sezione dell’arte contemporanea. Per proseguire in ordine cronologico, si consiglia di raggiungere la galleria dell’Ottocento dalle scale delle sale 92 o 102 del secondo piano. Da non perdere: Domenico Morelli (Gli iconoclasti, I Vespri siciliani), Filippo Palizzi (Studio per la gita a Cava), Gioacchino Toma (Luigia Sanfelice in carcere), Vincenzo Gemito (Il giocatore di carte). La sezione fotografica, con opere di Mimmo Jodice, introduce all’arte contemporanea. Imperdibile, oltre al Grande Cretto Nero di Alberto Burri esposto al secondo piano, una delle icone del XX secolo: il Vesuvius di Andy Warhol.